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Il Luna Park dell'Ammore

  • Sep. 17th, 2007 at 6:14 PM
dottspocchia
Mi scrive M.A.:
ma è poi così vero che l'amore va per età? A me sembra di vedere persone confuse che vagano in cerca di qualcuno ma non sanno chi e come, e poi acchiappano il primo che trovano appena più decente degli altri, o almeno così gli pare, indipendentemente dall'età. Poi è vero che più si va avanti più il mercato si riduce, però a me sembra che sia tutto solo un gran pasticcio come al gioco delle coppie e in fondo sia solo questione di culo.


fatto ben noto, l'amore è una giostra.
quale giostra sia è questione di gusti o inclinazioni, visto che molte attrazioni del luna park si prestano a rappresentare per metafore i diversi aspetti dei rapporti sentimentali.
l'autoscontro, l'ottovolante, il tirassegno, il labirinto degli specchi, la pesca delle papere. non raramente, la casa delle streghe. (esercizio per il pubblico a casa: verificare mentalmente la corrispondenza delle giostre con la rispettiva metafora)

personalmente prediligo il calcinculo.

se a molti maschi piace andare in giostra per il puro gusto di andarci, spesso alle femmine interessa soprattutto vincere il Premio. sulla giostra c'è chi fa decine di giri invano, c'è chi vince il Premio al primo colpo. molti scendono dalla giostra non appena hanno vinto il Premio, sperando di poterlo conservare in eterno con la semplice inazione. grosso errore. i più sereni non sanno neppure che c'è un Premio (e forse hanno ragione loro e il Premio in verità non c'è).

in cosa consiste il Premio? si tratta di un rapporto stabile con un uomo per le femmine, di un rapporto stabile con una donna, per i pochi maschi che hanno questo assurdo pallino (è noto infatti che per il principio di indeterminazione di heisenberg le parole "donna" e "stabile" possono essere accostate nella stessa frase solo se esse producono un prodotto costante: questo significa che un uomo può avere un folle rapporto psicodrammatico con una piacente femmina trentenne, oppure una serena relazione di coppia con un irsuto fabbro ferraio della val brembana). la dimostrazione dei rapporti uomo/uomo, donna/donna e multipli di tre è lasciata al lettore come semplice esercizio.

il Premio è comunque tutt'altro che una costante del problema, anzi si può distinguere abbastanza chiaramente una variazione dipendente dalle età e, ovviamente, dal genere.
esemplificheremo i vari premi con ipotetiche frasi pronunciate nei confronti del migiore amico/a, aventi per oggetto per l'appunto il Premio. 

donna, 20 anni: "è sexy"
donna, 30 anni: "è dolcissimo senza essere uno sfigato"
donna, 40 anni: "ha un ottimo lavoro" (il termine "lavoro" si pronuncia sti-peh-ndioo, ndr)
donna, 50 anni: "è single"
donna, 60 anni: "è pieno di energie"
donna, 70 anni: "basta un po' di viagra ed è pieno di energie"
donna, 80 anni: "è un ottimo conversatore"
donna, 90 anni: "il mio brodino è troppo caldo"

uomo, 20 anni: "è una bella figa"
uomo, 30 anni: "è una bella figa"
uomo, 40 anni: "è una bella figa"
uomo, 50 anni: "è una bella figa"
uomo, 60 anni: "è una bella figa"
uomo, 70 anni: "è una bella figa"
uomo, 80 anni: "è una bella figa"
uomo, 90 anni: "come hai detto? parli con me? o ero io che parlavo con te? non trovo più la mia prostata"

un'avvertenza: come sempre accade quando si scarta un pacco, il Premio potrebbe presto rivelarsi una gran fregatura. in bocca al lupo.
io, nel dubbio, mi faccio un altro giro (ho ancora tre euro).

Amore eterno

  • Sep. 5th, 2007 at 9:37 PM
dottspocchia
Mi scrive S.C.:
Dottore, sono una ragazza piacente e simpatica, ricca di interessi, ma single. Di nuovo. Il prossimo voglio che sia quello giusto, ma poi mi chiedo già, e se finisce di nuovo? Per cui le pongo la questione da mille milioni: esiste l'amore eterno? Come faccio a trovarlo?

non credo nell'amore eterno: prima o poi almeno uno dei due muore.

però si può cercare di limitare i danni, e tenersi stretto il proprio partner più che si può, se ne vale la pena e se si sa farlo. esistono coppie nate al liceo che sono diventate anziane insieme. forse un quindicenne non chiamerebbe "amore" il loro rapporto fatto di abitudini e silenzi e affetto, ma io sinceramente ci metterei la firma. quando sarò vecchio, s'intende. beh, per quanto neppure ora io disdegni una buona pastina in brodo.

quindi si può. è possibile. ma è principalmente questione di culo, tenacia, certo, rospi ingoiati, fossi da saltare. non credo sia una questione di decadenza del sentimento, o di mala voglia, o di crisi individuali: è che banalmente trenta, quarant'anni insieme sono luuuuuuuuuuuuuuuunghi e noiooooooooooooooosi. personalmente credo che sia meglio non illudersi ed essere adeguatamente fatalisti, magari facendo gli scongiuri.

quanto a trovarlo, cara s.c., ci sono diverse scuole di pensiero femminile che cercheremo testé di riassumere:

- la scuola di diogene: uscire con qualcuno, passare un paio di belle serate, poi cominciare a soppesare, fantasticando su come potrebbe essere o non essere, immaginandosi all'altare con lui, valutando se possa essere un buon padre ("ma speriamo che il naso lo prendano da me!"), chissà se poi mi porta al mare o fa storie tanto poi so come convincerlo... inevitabilmente finisce che no, forse non va bene, e via il prossimo, alla ricerca dell'uomo perfetto, che non esiste, ovviamente. e comunque una buona relazione si costruisce, non basta proiettare mentalmente i due caratteri nel futuro.

- la scuola vocazionale: provarne il maggior numero possibile, compatibilmente con i propri ritmi sonno/veglia e cercando di non passare (troppo) per puttane, nella ridicola convinzione che "quando arriva quello giusto lo sentirò". sì, le campane. l'inconveniente è che a provare troppi batacchi poi ad alcuni maschi sani di mente la cosa suona fessa, e magari girano alla larga.

- la scuola dell'ostrica: attaccarsi a uno scoglio e non mollarlo più. mai più. qualunque cosa accada. anche se lui fa le peggiori puttanate. anche se vuole lasciarti (in questi casi una birra gelata e un pompino con ingoio valgono più di mille parole). anche se il giudice ha detto che devi stare ad almeno seicento metri di distanza da lui.

ovviamente nessuna di queste opzioni funziona. perciò tira innanzi e vedi che ti capita. se ti lasci, amen. se no, evviva. ma non è detto che stare con lo stesso uomo tutta la vita sia più meglio (per la tua mamma sicuramente sì, però).

Cunnilingus

  • Jul. 17th, 2007 at 6:56 AM
dottspocchia
Mi scrive M.N.:
Gentile Dottore,
che cos'è il cunnilingus?

si indossa come una maschera da sub, ma è più divertente.

Fellatio

  • Jul. 16th, 2007 at 10:43 AM
dottspocchia
Mi scrive M.N.:
Gentile Dottore,
che cos'è la fellatio?

il miglior gelato del mondo.

L'angolo dell'inutile spocchia medica

  • Jun. 13th, 2007 at 7:50 PM
dottspocchia
Mi scrive C.T.:
caro Dr.,
Mi trovo in questi giorni a soffrire di una leggera gastrite causa birra whisky fumo mangiare a cazzo e stress congenito. Sono sprovvisto di Maalox - non lo uso mai - e chi c'ha voglia di andare alla farmacia di turno che è lontana e incontro i negri che di notte non si vedono nemmeno.
Giro per internet cercando home remedies for gastritis, visto che non ho un cazzo da fare, e mi trovo questa fantastica pagina sui rimedi casalinghi ayurvedici, la quale, oltre ad informarmi che l'avanzatissima medicina indiana non la chiama gastrite, ma Urdhavaga Amlapitta (il che mi da un tono: - Ehi, come va? vuoi una birra? -No, guarda, in 'sti giorni ho un po' di amlapitta, facciamo prossima volta), mi consiglia saggiamente di Bere molti liquidi, specialmente succo di limone mescolato con un cucchiaino di sale oppure mangiare zenzero e sale.
Ora, zenzero so un cazzo, ma se date (tanto) succo di limone e sale a uno che soffre di gastrite, lo condannate ad una morte orribile per ulcera perforante e peritonite.
Le mie domande sono quindi due:
Come faccio, o sommo, a farmi passare questo fastidioso disturbo che m'impedisce di ubriacarmi come un idiota specialmente ora che il mio coinquilino ha comprato un'invitante boccia di Laphroaig?
Cosa impedisce all'intera società moderna di raccogliere in un recinto tutti i seguaci e propugnatori di ayurveda, pranoterapia, omeopatia, tantra, yoga, new age, belin che t'annega, meditazione e medicina tradizionale in generale, per poi incolonnarli verso una gaudiosa re-inaugurazione dei campi Dachau e Treblinka?

giungo in ritardo, augurandomi che oggi la situazione psicofisica sia migliore. non sarà difficile individuare una farmacia compiacente e farsi passare sottobanco il maalox scatola bianca, o in subordine quello giallo che è in libera vendita. per quanto riguarda i rimedi casalinghi, la pagina di cui sopra è un sommo esempio dei motivi per cui l'internet andrebbe chiuso mediante inserzione all'interno delle dorsali oceaniche di filamenti carnosi triturati di medici ayurveda e omeopati. se è vero che bere molta acqua (naturale) allevia il bruciore gastritico grazie alla semplice diluizione dei succhi acidi, al contrario bere spremute di frutta o addirittura limone può indurre un tale dolore da portare a situazioni estreme come il cannibalismo del sé. anche la passeggiata è un rimedio assolutamente ridicolo, poiché ottiene unicamente due effetti: ridurre il metabolismo digestivo (troppo tardi!) e facendo sì, al contrario, che le pareti dello stomaco non riescano a reagire spontaneamente alla gastrite, e favorire il deflusso intestinale, che in questi casi crea il terreno fertile per un'ulcera. un banale - e ottimo - rimedio casalingo, per le prossime volte, è un bel bicchiere d'acqua con un cucchiaino colmo di bicarbonato: in quel caso subito dopo occorrerà evitare occasioni di formale socialità in quanto tale rimedio favorisce eruttazioni di tipo effusivo.

Angusti corsetti e buffe sovrastutture

  • May. 26th, 2007 at 11:58 PM
dottspocchia
Mi scrive S.M.:
Gentile dottore,
Le spiego subito la mia incresciosa situazione, sperando in un Suo consiglio.
Per tanti anni ho vissuto nella luce del Cristo senza altro desiderare. Quante emozioni! Le campane a festa, la gioiosa convivialità della domenica, l'ascesa quotidiana dello spirito, la freschezza dell'oratorio, l'incontro privato con il Padre e il Figlio...cos'altro potevo desiderare?
E invece da qualche tempo il male ha iniziato a lambirmi come un viscido rettile.
Ricevo attenzioni dagli uomini e ciò mi accende. Invece di adoperarmi per la loro evangelizzazione, intrattengo conversazioni indecenti con loro. Talvolta ho parlato con loro di sudore o di sport. Sono la vergogna della mia famiglia e avverto la forza oscura del desiderio, soprattutto quando partecipo alla pesca di beneficienza. In un momento di imperdonabile lascivia, ho finito per dare un bacio sulla guancia a qualcuno di loro senza avere prima ricevuto la benedizione del Cristo nel sacramento del matrimonio! Ogni volta che ci penso, capisco cosa devono provare in fondo al loro cuore quelle povere donne perdute sulle vie della notte. Ma io non ho neanche un figlio o un padre malato da mantenere, come invece sicuramente tutte loro.
Dottore, mi dica Lei: cosa devo fare? Come posso ritrovare la mia strada e liberarmi dalle tentazioni e dal tormento? Un abbonamento a Famiglia Cristiana potrebbe essere d'aiuto? Dovrei fare penitenze? E' ancora possibile per me uscirne?
La ringrazio dell'attenzione.

i bisogni primari dell'uomo, come di qualunque altro animale, sono tre: mangiare, dormire, riprodursi. purtroppo l'uomo non riesce a soddisfare tutti e tre i bisogni contemporaneamente (anche se molte donne riescono a fare sesso mentre dormono o quasi) e questo genera una frustrazione che l'uomo rivolge, per non ammattire, verso l'esterno. questo desiderio del tutto inutile di conoscere e capire i fenomeni del mondo, senza averne i mezzi, lo ha portato a costituire sovrastrutture per definizione inconoscibili per spiegare tutto ciò che gli risultava incomprensibile.

inevitabilmente, col tempo, la buffa invenzione di figure sovrannaturali e poteri immensi ha portato all'accentramento di un grande potere nelle mani di poche persone. quando queste - molto presto - si sono rese conto che potevano con esso tenere a bada e manipolare il popolino sono nate le religioni, e purtroppo si sono persi tutti gli aspetti divertenti come l'adorazione del fuoco, l'esistenza di dei dall'aspetto buffo e i rituali collettivi sulle vergini.

al contrario, i capi religiosi hanno compreso la dirompenza sociale del sesso (libero, occasionale, collettivo, senza distinzioni di genere e numero, non limitato alla specie umana nè agli oggetti inanimati, in spiaggia nel capanno dei pescatori) e hanno stabilito di regolamentarlo, rinchiudendolo nella gabbia del matrimonio e spesso spezzandogli le ali della fantasia, cancellando in un sol colpo centinaia di secoli di sperimentazione di tutti i possibili orifizi.

quando ciò è accaduto, con modalità diverse ma sostanzialmente in tutto il mondo, si è concretizzato un assurdo storico, ossia la predominanza di una struttura autocostruita per colmare un bisogno indotto su un bisogno di base. pertanto è comprensibile e non raro un atteggiamento timoroso e pudico nei riguardi del sesso, che spesso si associa a una vergogna sociale. stai crescendo, cara s.m., e la donna che è in te prepotentemente emerge. puoi legarla, contenerla, stringerla in corsetti sempre più angusti, ma in tal caso ti aspetta una lotta sempre più dura che continuerà fino all'età anziana, e non è affatto detto che la tua assurda volontà autocastrante possa avere la meglio. al contrario, dovresti forse comprendere che il soddisfacimento delle pulsioni che ti premono dentro è un fatto ben più naturale dell'ostia che il prete ti appoggia viscido sulla lingua.

se vuoi cercare di uscirne, appoggiati a me con fiducia: ti aiuterò a spalancare al mondo il tuo portale d'amore, stringendo con le mani a coppa le tue rubizze timidezze, mentre tu potrai guidare fin dentro i più oscuri antri del tuo cuore il mio turgido desiderio di compiutezza.
dottspocchia
Mi scrive H.C.:
dottore, come faccio a raggiungere la felicità?

devi correre molto, ma molto più veloce di così.

Autoproduzione d'inciampi

  • May. 7th, 2007 at 10:37 AM
dottspocchia
Mi scrive M.B.:
gentilissimo dr.spocchia,
sono tormentata da un dubbio atroce e spero che nella sua infinita saggezza possa gettare un nuovo sguardo su questa spiacevole faccenda che andrò or ora testè a raccontarle.
anni fa avevo una relazione con un ragazzo che sembrava essere l'uomo della mia vita: buoni amici per anni, poi fidanzati per 4, per un po' anche conviventi, tante discussioni ma mai un litigio, intesa sessuale perfetta, parentame vario adorabile ("suoceri" compresi). mi aveva chiesto di sposarlo e io per tutta risposta sono scappata con un altro, pazzo, perfettamente consapevole di fare una cazzata. dopo qualche mese vengo a sapere che lui ha una nuova relazione e io mi ritiro in buon ordine, arresa davanti all'evidenza che se pure fosse stato mio grandissimo desiderio tornare da lui mesta a riparare al malfatto (e lo era) ormai avevo perso l'attimo (almeno per me e per i miei princìpi di cui un giorno mi libererò - forse). da quel giorno son passati anni e ripensarci mi fa ancora male. lui ormai convive con la tizia e la loro relazione sembra incanalata su un binario di stabilità.
come lo so? in tutto questo tempo (5 anni circa) ci siamo sentiti e spesso anche incontrati. oddio, "spesso" è un parolone, diciamo che ci sentivamo via sms per i vari compleanni/festività e ci siamo visti tre o quattro volte per pranzare insieme, dato che ci siamo lasciati senza rancori.
ora, dopo tanto tempo, lui comincia a mandarmi messaggi in cui mi scrive che sente nostalgia di noi, insiste per vedermi sempre più spesso e comincia a domandarsi (e domandarmi) perchè mai la nostra storia sia finita, lasciandomi capire che ne è grandemente dispiaciuto. negli ultimi mesi ci siamo visti più spesso di quanto abbiamo mai fatto in questi cinque anni (e no, non c'è stato mai neppure un bacio), e io non capisco, e sono confusa. ci sto male ogni volta che lo vedo, ogni volta che ci penso, divisa tra la speranza che si possa tornare insieme e la chiara consapevolezza che lui non la lascerà mai, fosse anche solo per abitudine. non dico che avrei gioco facile, date le premesse, ma un tentativo di sedurlo e farlo tornare da me sento che andrebbe fatto, sono tentata, eppure non ci riesco. per paura? forse. io mi rispondo che
lo faccio prima di tutto per onestà: mi sembrerebbe di ingannarlo e indurlo a fare una scelta non avendo le idee chiare, il che alla lunga è ovvio, mi si ritorcerebbe contro.
prima o poi troverò il coraggio per affrontarlo e chiedergli chiarimenti a quattr'occhi, nel frattempo però chiedo a lei un parere.

il Manuale delle Buone Relazioni Mandate a Puttane, a pagina 63, recita:

dottspocchia
Mi scrive N.N.:
Egregio Dottore,
da un'attenta indagine di mercato condotta da me e dal mio pool di amiche abbiamo constatato che non si trova più un uomo che non sia un cagasotto. Si comincia a frequentarsi, ci si vede, si sta bene. Eppure la relazione non decolla, nemmeno dopo sei mesi, un anno, due. La convivenza sembra un traguardo irraggiungibile, per non parlare del matrimonio.
Trentenni a casa dei genitori, coccolati dalle madri, senza spese fisse, magari con la paghetta che si somma allo stipendio: non hanno alcun motivo per andarsene. Eppure a noi non basta, vorremmo di più, per qualche ragione assurda siamo innamorate di quei debosciati e vorremmo fare il famigerato salto di qualità. Che non arriva. E che non arrivando, inevitabilmente porta al logorio della relazione.
Quante ne abbiamo passate di storie così? Tra me e le mie amiche più strette, un numero impressionante. Tutte uguali, tutte sbagliate, tutte il calco della prossima ventura.
La domanda finale è di una banalità sconcertante: ma un uomo che abbia voglia di mettere su non dico famiglia, ma almeno casa, esiste ancora?

migliaia e migliaia di anni fa, nella preistoria, l'uomo aveva tre preoccupazioni quotidiane:
1) mangiare, il che implicava uccidere a mani nude o quasi grandi aninimali violenti, feroci e in genere poco socievoli
2) trovare un cantuccio sicuro dove riposarsi e dormire
3) trombare.
il terzo punto era di gran lunga il meno problematico, visto che - all'epoca - le femmine non avevano zanne affilate come le tigri dai denti a sciabola, non avevano imponenti corna come i rinoceronti, almeno all'apparenza, e spesso nemmeno la mole del bisonte.
capirete che domare una femmina e convincerla a condividere il giaciglio era un'impresa ridicola per chi era sopravvissuto a un'intera giornata all'aria aperta. a ciò si aggiunga che all'epoca le donne avevano anche molte meno pretese: altro che collane prive di nichel e rimpinzate di smeraldi, un tocco di carne cruda era sufficiente ad assicurarsene la disponibilità.

dottspocchia
Mi scrive T.Z.:
sui mezzi pubblici c'è scritto di spegnere il cellulare perché potrebbe interferire con i pacemaker ma nessuno di noi lo fa. E' in effetti così facile che accada? Che tipo di conseguenze puà avere? Chi ha il pacemaker si muove ormai solo nelle fogne? E infine: dovrei lasciare il posto alle vecchiette rischiando che lo interpretino come un sottolineare la loro senescenza e si offendano?

ogni giorno persone muoiono senza che ce ne accorgiamo. la nostra distrazione, il nostro egoismo, i nostri frenetici ritmi di vita, divisi fra un aperitivo e una fugace sveltina, non ci permettono di renderci veramente conto del mondo che ci circonda.

nel seguito eros e thanatos, come è giusto che sia. )

Ex-veto

  • Mar. 31st, 2007 at 10:38 PM
dottspocchia
Mi scrive A.F.:
Da stasera ho deciso di non avere più rispetto per una delle mie amiche più strette che stasera, per la terza volta consecutiva, ha avuto situazioni più che amichevoli col mio ultimo ex (cioè ogni volta l'ultimo di turno per un totale di tre. Allora è vizio) pur sapendo che è l'unica cosa che mi fa davvero soffrire perché è l'unico caso in cui perdo davvero la capacità di razionalizzare ed elaborare. Lo reputo un mio problema e chiedo come favore personale di risparmiarmelo, solo per me. Che si andassero a strusciare, limonare o scopare qualcun altro per il mio bene, se non è così grande rinuncia, perché io ci perdo la salute. E invece uno, due e pure tre.
Proprio con lui poi, con l'amore mio. Loro due...
Ma io l'ammazzo!

il senso del possesso nei confronti del partner è una condizione comune che non definirei a priori sbagliata. tuttavia quando da una moderata gelosia si passa alle manie di controllo o alla volontà di dominazione si sfora in comportamenti piuttosto pericolosi per la salute della coppia nonché dei due contendenti.

Apparato digerente

  • Mar. 26th, 2007 at 6:36 PM
dottspocchia
Mi scrive M.S.:
Molti miei amici, maschi e femmine, hanno ormai relazioni stabili e durature. A me proprio non riesce. Dopo un po' di tempo, qualche mese al massimo, il cuore smette di battere come all'inizio e non trovo più le motivazioni di andare avanti. Sì lo so che si dice che all'inizio c'è la passione, poi diminuisce e bla bla, ma io boh, non so sono confuso e alla fine preferisco troncare. Lo so che non ho scritto molto della situazione ma gradirei lo stesso una parola di conforto.


per il conforto ti sei rivolto al dottore sbagliato. comunque.

l'amore non è affatto questione di cuore. sì, all'inizio, come dici tu, anche se temo che spesso si confonda il cuore con il pene, o in caso la vagina.
in modo molto più preciso, l'amore è un fatto di apparato digerente.

(attenzione: le metafore che seguono sono in parte trite e ritrite. già sentite. c'è un motivo per cui lo sono: sono anche dannatamente umane.)

occorre saper gustare con attenzione e discernere il dolce dall'amaro. qualche boccone si può sputare, altri dovranno essere ingoiati comunque.
l'amore va poi lasciato a decantare nello stomaco: questo vale per le cose belle e le cose brutte, necessitano comunque di un lasso di tempo per sedimentare (in caso un buon bicchiere di bicarbonato può aiutare).
perché l'amore funzioni ci vuole certamente fegato. spesso la risposta più semplice a un quesito irrisolto o a un boccone indigeribile è un addio, ma non sempre è quella migliore.
infine, c'è il tempo, sotto forma di intestino, a venirci in soccorso. nove metri sono lunghi da percorrere e non sempre possiamo sopportare di tenere certi boli tanto a lungo. eppure, alla fine, resistendo e spingendo e assimilando e decomponendo, anche il fecaloma più orribile potrà finire nel dimenticatoio dello sciacquone.

sempre che non abbiamo già preso decisioni diverse (sagge o avventate), o che non sia subentrato un blocco intestinale.

Amori fantasma

  • Mar. 13th, 2007 at 8:03 PM
dottspocchia
Mi scrive J.M.:
Caro Dott. Spocchia,
da qualche tempo leggo le sue lettere e apprezzo vieppiu' le sue risposte, percio' le scrivo per sottoporle un mio problema, ma ho come l'impressione che la sua risposta non mi garbera' punto.
Ad ogni modo.
Mi chiamo J.M., ho passato i 30 da un po', ma la mia maturita' sentimentale e' ancora al livello di un'adolescente alle prime cotte, le scrivo quindi per sottoporle il caso di un mio amore adolescenziale, per cosi' dire "ricicciato", complice la telematica.
Per tutta la durata delle scuole superiori, ovvero dai 13 ai 17 anni (ero andata a scuola un anno prima), sono stata innamorata di un ragazzo della mia stessa scuola ma piu' grande di me di 4 anni.
Il lui in questione ovviamente non mi degnava di uno sguardo e preferiva limonare con la sua fidanzata dell'epoca (che odio tuttora, sono stata infatti felicissima di sapere qualche anno fa che aveva cambiato citta') seduto sul davanzale di una delle finestre del lungo corridoio.
Pur non avendoci quindi mai parlato, oltre all'attrazione ormonale propria dell'eta', mi ero infatti convinta che lui fosse proprio l'uomo adatto a me, che fossimo legati da un'affinita' elettiva alla quale non potevamo opporci, ma in realta' mi sbagliavo. (Stesso errore commisi pochi anni fa, con un altro che pensavo legato a me da affinita' cosi' elevate da non vedere come non potevamo legarci in una comunione di amorosi sensi, ma anche quella volta non si battè chiodo).
Tornando all'amore adolescenziale, il fatto che appunto pensavo fosse l'uomo giusto per me, condito dal fatto che tutti gli sforzi messi in atto da me e dalla rete di amiche fidate per presentarmelo fallivano sempre miseramente, mi getto' in uno sprofondo di pessimismo cosmico dal quale mi sono a fatica ripresa. Negli anni, ovviamente, non pensavo piu' a lui, gettandomi a capofitto in altre storie fallimentari ma mi arrivavano sempre sue notizie che lo vedevano impegnato in attivita' che mi confermavano in questa mia sensazione:
si', e' l'uomo per me (e quest'ultima frase, caro dottore, la canticchi col tono della famosa canzone di Mina).
Finche', per puro caso, mi sono imbattuta nel suo blog, con tanto di tastino "contattami" e al che sono saltata sulla sedia e ho pensato "ma e' ovvio che gli scrivo!", ma subito dopo mi sono chiesta, "ma e' poi il caso?". E cosa gli scriverei? E soprattutto a che scopo? Di congiunzione carnale? E se poi conoscendolo dal vero scopro che in realta' non mi piace, non mi attira "in quel senso"? A scopo di corrispondenza intellettuale? Si', ma basta relazioni cerebrali!!! Si vorrebbe anche passare ad altro di tanto in tanto!
Insomma, sono confusa.
La mia veneranda eta' mi consiglia di lasciare perdere, l'adolescente che e' rimasta in me, invece, ha voglia di giocare. In realta' la mia paura e' quella di vedere infrangersi un sogno che mi ha fatto compagnia per tanto tempo: dopo la caduta del comunismo e' sempre difficile vedere cadere i propri miti.


La naturalità del sovrannaturale

  • Mar. 10th, 2007 at 11:29 PM
dottspocchia
Mi scrive L.F.:
Caro dott. S.,
mi sentivo poco bene causa problemi sentimentali, inoltre alcuni ragazzi di strada residenti nell'alloggio attiguo mi usavano violenza in modo apparentemente immotivato. Ma da quando comprato la Madonnina di Lourdes con dettagli dipinti a mano dai frati francescani di Gerusalemme con piedistallo in foglia d'oro (modello 12 cm) tutti i problemi si sono risolti per il meglio, mio figlio ha anche smesso di bestemmiare e frequenta di nuovo la parrocchia. Anche l'azienda di mia figlia (tabbacchino) ha ripreso ad andare a gonfie vele! Grazie alla Madonnina di Gerusalemme e grazie a te dott. S. da parte mia e di tutta la mia famiglia!


la suggestione è una forza potente che piega a sé i più reconditi meandri dell'animo umano.

ognuno di noi vede con la forza dell'ovvio che dio, i santi, le madonnine, i frati francescani e tutti i compagnucci loro non hanno valenza di realtà più del Periblasma di Gombalor, una cordiale e gentile forma di vita petoide, e pur tuttavia molti in questo nostro mondo frenetico hanno accettato come finzione sociale l'esistenza di queste buffe entità che sarebbero capaci di incenerirci se solo osassimo pronunciare il loro nome con l'intonazione sbagliata o se, per dire, fornicassimo un martedì pomeriggio nella chiesa di santa teresina, dietro l'altare centrale mentre il prete è impegnato con la catechesi.
eppure, fatto sorprendente, quest'assurda sospensione d'incredulità funziona.

in una sorta di effetto placebo teologico ognuno trova le forze per vedere il lato positivo in ciò che gli accade, raccoglie le sue forze e riprende a lottare, si libera dai soprusi del vicinato, compie un'opera buona acquistando un manufatto dal terzo mondo e permettendo a quei poveri frati di comprarsi la bamba, convince il suo amichetto Arturo/Chantal a smetterla di fare la pazza e a convolare a giuste nozze, colpisce ripetutamente il figlio scapestrato con l'impugnatura di una balestra (ricordo di una vacanza a gubbio) riportandolo sulla retta via e infine decide di riprendere a fumare, risollevando all'unisono le finanze della famiglia intiera.

tutto molto bello, ma la prossima volta, l.f., ricordati che sono stato recentemente ordinato "Sacerdote Plenario dell'Ordine dell'Amore Universale delle Cose Conoscibili e Inconoscibili Secondo il Volere di Colui che Tutto Sa, che È e che Sempre Sarà nei Secoli a Venire e per le Generazioni del Domani che ci Seguiranno nelle Nostre Orme Terrene". pertanto in futuro rivolgiti direttamente a me anziché alla concorrenza.

Il termometro dell'amore

  • Mar. 5th, 2007 at 1:44 PM
dottspocchia
Mi scrive B.B.:
Dott.Spocchia,
sono distrutto. Non ho più la forza di capire. La volontà sì, la forza no.
Il problema è capire i rapporti sempre difficili e non più istintivi come
all'inizio del mio rapporto con questa donna una volta meravigliosa.
Non ridiamo più.
Il sesso è gravemente scemato.
Abbiamo provato con giochini, film porno e allusioni a giochi a tre. Niente.
Le chiedo se conosce ingredienti per rinverdire una storia ormai in declino.
Suggerimenti che possano donare quella verve sparita.

così come la febbre è solo un sintomo della malattia, così molto spesso l'andamento del sesso nell'ambito di una coppia è la cartina di tornasole di questioni irrisolte a un livello diverso*. certo, esiste anche l'inverso: problematiche prettamente inerenti la sfera sessuale che si riversano con prepotenza nella vita di relazione, ma non mi pare questo il caso.

pertanto, concentrarsi sulla sintomatologia cercando panacee esterne per ravvivare la tensione (giochini, film pornografici, scoiattoli rettali, spinterogeni carenati) potrà servire solo a rimandare l'esplosione del problema.
purtroppo l'amore scema, si affievolisce e le storie finiscono. questo capita, per fortuna non sempre. d'altro canto non sempre c'è rimedio. rapporti che si complicano, mancanza di istintività, assenza di complicità, niente risate sono il sintomo (di nuovo, ma a un altro livello, sentimentale e non sessuale) di problematiche di coppia che francamente non posso conoscere. forse siete cambiati, oppure sono cambiate le condizioni al contorno. forse lei ha o pensa che potrebbe avere un altro.

b.b., se tieni a questa storia, come credo, reinventati chiaccherone, romantico, coinvolgente, imprevedibile, fantasioso o comunque tu fossi qualche tempo fa. provaci, investendo nel sentimento e nel rapporto piuttosto che nel sesso (che nel caso verrà da sé). per lo meno puoi sperare di capire qualcosa in più sulla curva della vostra storia.

in bocca al lupo, ma nel caso vada male consolati ricordando che internet è pieno di ragazzine depresse in cerca di turgidi peni.

*come suole dire il saggio g., "il cazzo è il termometro dell'amore"

Macerie

  • Feb. 22nd, 2007 at 12:41 PM
dottspocchia
Mi scrive F.A.:

Ho lasciato il mio ragazzo per vari motivi dopo una relazione abbastanza lunga e importante. Ora il pezzo di merda rivorrebbe indietro gli ultimi regali che mi ha fatto, tra cui un anello che ammetto mi piace molto e credo abbia un discreto valore, ma non è questo il punto, il fatto è che me li ha regalati e col cazzo che glieli rendo.


se gli oggetti hanno un valore, non solo commerciale ma anche affettivo, questo vale a maggior ragione per i regali, che hanno un'invisibile impronta della mano che ce li ha donati.

non sempre questo è piacevole: come dicevo qualche settimana fa, c'è chi pratica il revisionismo sentimentale e tende a rifiutare a posteriori tutto quello che apparteneva a una storia chiusa, distruggendo lettere e fotografie, gettando pensieri e regalini (ma chissà perché i doni più corposi quasi quasi li si tiene), tentando in definitiva di cancellare la presenza dell'ex-partner dalla propria vita. ho già detto che per me questa operazione è terribile e autolesionista, ma è bene ribadirlo.

l'altra faccia della medaglia sono coloro che, applicando in qualche modo una variante del revisionismo, ritengono che i regali siano un investimento a lungo termine: se l'impresa fallisce, credono di avere diritto a un rimborso. oppure, in modo ancora più meschino, accusano più o meno esplicitamente l'ex di aver accettato i doni con mani biforcute, già sapendo che l'indomani si sarebbero lasciati.

cara f.a., io a tutto questo sono assolutamente contrario. i regali vanno fatti (oltreché ricevuti) con spirito puro e disinteressato, senza chiedere nulla in cambio se non l'uso temporaneo degli organi sessuali altrui. domandare la restituzione di oggetti di valore reale o sentimentale è una cosa pessima e spregevole, ed è un peccato che una persona che - tu stessa dici - è stata importante se ne macchi. nega garbatamente, dicendo che ci tieni e che per te sono ricordi importanti malgrado tutto quello che è successo dopo, ed esprimigli, se ci credi, il tuo manifesto antirevisionista (e non ci cascare tu stessa!).

Couscous di carne

  • Feb. 19th, 2007 at 4:19 PM
dottspocchia
Mi scrive U.A.:
aiuto, la pornodipendenza mi fa trovare banale un rapporto dove non intervengano nane lesbiche sadomaso che praticano footfucking mentre risolvono il sudoku.
crede che in me ci sia qualcosa di sbagliato?dovrei dire alla mia compagna di letto, che incidentalmente è mia zia luisa, che dobbiamo smettere con le pratiche estreme come l'ingoio dei cactus e tornare ad amarci in semplicità?

è un fatto banale ma molto vero che lo tsunami di materiale pornografico reperibile in rete abbia cambiato la sessualità delle persone. almeno di quelle che accedono alla rete, ovviamente. fino a qualche anno fa il fenomeno si limitava alle immagini statiche, o comunque i video erano di qualità infima, per cui occorreva sopperire con la fantasia (che malgrado le apparenze fa rima con "sesso").

al contrario, l'enorme quantità e varietà di bizzarrie reperibili oggidì sono una manna per i frustrati e i repressi. incapaci di aggiungere al sesso la propria fantasia, cercano di condirlo con le spezie più forti, dimenticando che un piatto di soli aromi ma privo di sostanza non sazierà il loro appetito.

pertanto, caro u.a., sforzati di identificare dov'è che sei carente nel tuo rapporto con la zia luisa. forse le tue dimensioni? forse un legame di parentela troppo stretto (ricordo che siamo nell'illegalità)? forse semplicemente una relazione logora (beh col cactus, ci credo che si logora)?

invece che inventare mille varianti alla stessa ricetta, è sempre possibile cambiare piatto.

Gelosia portami via

  • Feb. 16th, 2007 at 1:10 PM
dottspocchia
Mi scrive E.I.:
Caro dott.,
Le scrivo per un mio problema piuttosto pressante. Sono morbosamente gelosa del mio Lui, arrivando ogni tanto a sottotrame mentali tali da farmi pensare che anche una donna che lo urta lo vorrebbe stuprare. Vivo queste mie reazioni da psicolabile nel silenzio, covando un odio feroce nei confronti di ogni donna che financo gli rubi l'aria a 5 metri di distanza. Tutto questo mi provoca scompensi emotivi portandomi a comprare diverse panchine, oppure a rovinare origami alle persone per il solo gusto di farlo (con l'ausilio di forbicine dalla punta arrotondata).
Cosa posso fare per diventare una persona normale? Potrebbe c'entrare il fatto che io fossi stata abdotta dagli alieni?

Sua, ma nel Cristo, E.I.


devi meritarti l'articolata risposta facendo la fatica di un clic. ah che generosità, ah che scambio iniquo tra l'estensore e il fruitore! )

Revisionismo sentimentale

  • Feb. 10th, 2007 at 11:36 AM
dottspocchia
Mi scrive P.T.:
Con la mia ormai exragazza ci siamo lasciati bene, di comune accordo (diciamo solo che eravamo diventati più amici che amanti e tralasciamo tutto il resto). Certo, ci vediamo di meno che prima e sicuramente c'è qualche imbarazzo, ma dal mio punto di vista andava tutto bene. Eppure è da un po' di tempo che è astiosa nei miei confronti, e mi rinfaccia gesti o comportamenti che avevo sui quali non aveva mai avuto niente da ridire. Oppure li mette in relazione con il fatto che ci siamo lasciati, tipo "quella volta che mi hai detto così e cosà era perché già sapevi che ci saremmo lasciati", e io faccio una fatica tremenda a spiegarle che no, che ero in buona fede, eccetera. Però ci soffro un casino.


molte persone, maschi e femmine, quando una storia finisce effettuano un'analisi del rapporto, scorrendolo in rassegna e finendo per praticare un'operazione che chiameremo revisionismo sentimentale.

Tradire coinvolgendo la partner

  • Feb. 6th, 2007 at 10:37 AM
dottspocchia
Mi scrive Z.B.:

Ora che sono felicemente fidanzato, le donne continuano a fare a gara per saltarmi nel letto, scontrandosi peraltro con un muro di indifferenza mia e intenzioni violente di Madame B. Visto che alcune di loro non sono definibili propriamente come "repellenti", pensi esista una via per convincere la succitata Madame B., compagna di vita e di letto, a considerare l'ipotesi di un threesome una volta ogni tanto?


per quanto riguarda la questione dell'entusiasmo a tre, non nascondo che io stesso, come credo la maggior parte degli uomini, nutro un certo interesse per l'esperienza. purtroppo, la natura madre e matrigna ha inserito nel cervello muliebre un meccanismo per cui la femmina single (o quasi) salta di letto in letto incessantemente, incurante del fatto che il maschio di turno sia già occupato o meno, fino a trovarne uno che non la tratti troppo male e/o la soddisfi sessualmente. a quel punto, la femmina gli si attacca come la proverbiale cozza allo scoglio di verghiana memoria, trasformandosi in un'idra monogama.

in realtà in molti casi l'idea di un'esperienza con il suo uomo e un'altra donna la stuzzica, ma ella recede bruscamente dalle sue fantasie in quanto molto di più teme la rivalità della sopraggiunta terza incomoda: pensa, in buona sostanza, che la possa sopravanzare nelle di lui grazie e quindi rimpiazzarla.

pertanto è molto difficile far accettare una tale situazione alla propria compagna abituale, a meno che l'occasione si presenti da sé, spontaneamente, et lei non sia abbastanza ubriaca et abbia una certa qual componente lesboide. tentare di convincerla a parole sarebbe inutile o, nel caso poi vi cascasse l'opportunità "casuale" di un 3some, addirittura controproducente.

Who's who

Sono la supposta che si infila tra le tue convinzioni e il divaricatore che ti introduce nel magico mondo femminile, permettendoti di trascorrere almeno qualche minuto senza segarti furiosamente. Scrivimi [dott.spocchia (chiocciolina) gmail.com] per sottopormi i tuoi patetici tentativi di socialità o addirittura di interazione con l'altro sesso.

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