?

Log in

Il Luna Park dell'Ammore

Mi scrive M.A.:
ma è poi così vero che l'amore va per età? A me sembra di vedere persone confuse che vagano in cerca di qualcuno ma non sanno chi e come, e poi acchiappano il primo che trovano appena più decente degli altri, o almeno così gli pare, indipendentemente dall'età. Poi è vero che più si va avanti più il mercato si riduce, però a me sembra che sia tutto solo un gran pasticcio come al gioco delle coppie e in fondo sia solo questione di culo.


fatto ben noto, l'amore è una giostra.
quale giostra sia è questione di gusti o inclinazioni, visto che molte attrazioni del luna park si prestano a rappresentare per metafore i diversi aspetti dei rapporti sentimentali.
l'autoscontro, l'ottovolante, il tirassegno, il labirinto degli specchi, la pesca delle papere. non raramente, la casa delle streghe. (esercizio per il pubblico a casa: verificare mentalmente la corrispondenza delle giostre con la rispettiva metafora)

personalmente prediligo il calcinculo.

se a molti maschi piace andare in giostra per il puro gusto di andarci, spesso alle femmine interessa soprattutto vincere il Premio. sulla giostra c'è chi fa decine di giri invano, c'è chi vince il Premio al primo colpo. molti scendono dalla giostra non appena hanno vinto il Premio, sperando di poterlo conservare in eterno con la semplice inazione. grosso errore. i più sereni non sanno neppure che c'è un Premio (e forse hanno ragione loro e il Premio in verità non c'è).

in cosa consiste il Premio? si tratta di un rapporto stabile con un uomo per le femmine, di un rapporto stabile con una donna, per i pochi maschi che hanno questo assurdo pallino (è noto infatti che per il principio di indeterminazione di heisenberg le parole "donna" e "stabile" possono essere accostate nella stessa frase solo se esse producono un prodotto costante: questo significa che un uomo può avere un folle rapporto psicodrammatico con una piacente femmina trentenne, oppure una serena relazione di coppia con un irsuto fabbro ferraio della val brembana). la dimostrazione dei rapporti uomo/uomo, donna/donna e multipli di tre è lasciata al lettore come semplice esercizio.

il Premio è comunque tutt'altro che una costante del problema, anzi si può distinguere abbastanza chiaramente una variazione dipendente dalle età e, ovviamente, dal genere.
esemplificheremo i vari premi con ipotetiche frasi pronunciate nei confronti del migiore amico/a, aventi per oggetto per l'appunto il Premio. 

donna, 20 anni: "è sexy"
donna, 30 anni: "è dolcissimo senza essere uno sfigato"
donna, 40 anni: "ha un ottimo lavoro" (il termine "lavoro" si pronuncia sti-peh-ndioo, ndr)
donna, 50 anni: "è single"
donna, 60 anni: "è pieno di energie"
donna, 70 anni: "basta un po' di viagra ed è pieno di energie"
donna, 80 anni: "è un ottimo conversatore"
donna, 90 anni: "il mio brodino è troppo caldo"

uomo, 20 anni: "è una bella figa"
uomo, 30 anni: "è una bella figa"
uomo, 40 anni: "è una bella figa"
uomo, 50 anni: "è una bella figa"
uomo, 60 anni: "è una bella figa"
uomo, 70 anni: "è una bella figa"
uomo, 80 anni: "è una bella figa"
uomo, 90 anni: "come hai detto? parli con me? o ero io che parlavo con te? non trovo più la mia prostata"

un'avvertenza: come sempre accade quando si scarta un pacco, il Premio potrebbe presto rivelarsi una gran fregatura. in bocca al lupo.
io, nel dubbio, mi faccio un altro giro (ho ancora tre euro).

Amore eterno

Mi scrive S.C.:
Dottore, sono una ragazza piacente e simpatica, ricca di interessi, ma single. Di nuovo. Il prossimo voglio che sia quello giusto, ma poi mi chiedo già, e se finisce di nuovo? Per cui le pongo la questione da mille milioni: esiste l'amore eterno? Come faccio a trovarlo?

non credo nell'amore eterno: prima o poi almeno uno dei due muore.

però si può cercare di limitare i danni, e tenersi stretto il proprio partner più che si può, se ne vale la pena e se si sa farlo. esistono coppie nate al liceo che sono diventate anziane insieme. forse un quindicenne non chiamerebbe "amore" il loro rapporto fatto di abitudini e silenzi e affetto, ma io sinceramente ci metterei la firma. quando sarò vecchio, s'intende. beh, per quanto neppure ora io disdegni una buona pastina in brodo.

quindi si può. è possibile. ma è principalmente questione di culo, tenacia, certo, rospi ingoiati, fossi da saltare. non credo sia una questione di decadenza del sentimento, o di mala voglia, o di crisi individuali: è che banalmente trenta, quarant'anni insieme sono luuuuuuuuuuuuuuuunghi e noiooooooooooooooosi. personalmente credo che sia meglio non illudersi ed essere adeguatamente fatalisti, magari facendo gli scongiuri.

quanto a trovarlo, cara s.c., ci sono diverse scuole di pensiero femminile che cercheremo testé di riassumere:

- la scuola di diogene: uscire con qualcuno, passare un paio di belle serate, poi cominciare a soppesare, fantasticando su come potrebbe essere o non essere, immaginandosi all'altare con lui, valutando se possa essere un buon padre ("ma speriamo che il naso lo prendano da me!"), chissà se poi mi porta al mare o fa storie tanto poi so come convincerlo... inevitabilmente finisce che no, forse non va bene, e via il prossimo, alla ricerca dell'uomo perfetto, che non esiste, ovviamente. e comunque una buona relazione si costruisce, non basta proiettare mentalmente i due caratteri nel futuro.

- la scuola vocazionale: provarne il maggior numero possibile, compatibilmente con i propri ritmi sonno/veglia e cercando di non passare (troppo) per puttane, nella ridicola convinzione che "quando arriva quello giusto lo sentirò". sì, le campane. l'inconveniente è che a provare troppi batacchi poi ad alcuni maschi sani di mente la cosa suona fessa, e magari girano alla larga.

- la scuola dell'ostrica: attaccarsi a uno scoglio e non mollarlo più. mai più. qualunque cosa accada. anche se lui fa le peggiori puttanate. anche se vuole lasciarti (in questi casi una birra gelata e un pompino con ingoio valgono più di mille parole). anche se il giudice ha detto che devi stare ad almeno seicento metri di distanza da lui.

ovviamente nessuna di queste opzioni funziona. perciò tira innanzi e vedi che ti capita. se ti lasci, amen. se no, evviva. ma non è detto che stare con lo stesso uomo tutta la vita sia più meglio (per la tua mamma sicuramente sì, però).

Cunnilingus

Mi scrive M.N.:
Gentile Dottore,
che cos'è il cunnilingus?

si indossa come una maschera da sub, ma è più divertente.

Fellatio

Mi scrive M.N.:
Gentile Dottore,
che cos'è la fellatio?

il miglior gelato del mondo.

L'angolo dell'inutile spocchia medica

Mi scrive C.T.:
caro Dr.,
Mi trovo in questi giorni a soffrire di una leggera gastrite causa birra whisky fumo mangiare a cazzo e stress congenito. Sono sprovvisto di Maalox - non lo uso mai - e chi c'ha voglia di andare alla farmacia di turno che è lontana e incontro i negri che di notte non si vedono nemmeno.
Giro per internet cercando home remedies for gastritis, visto che non ho un cazzo da fare, e mi trovo questa fantastica pagina sui rimedi casalinghi ayurvedici, la quale, oltre ad informarmi che l'avanzatissima medicina indiana non la chiama gastrite, ma Urdhavaga Amlapitta (il che mi da un tono: - Ehi, come va? vuoi una birra? -No, guarda, in 'sti giorni ho un po' di amlapitta, facciamo prossima volta), mi consiglia saggiamente di Bere molti liquidi, specialmente succo di limone mescolato con un cucchiaino di sale oppure mangiare zenzero e sale.
Ora, zenzero so un cazzo, ma se date (tanto) succo di limone e sale a uno che soffre di gastrite, lo condannate ad una morte orribile per ulcera perforante e peritonite.
Le mie domande sono quindi due:
Come faccio, o sommo, a farmi passare questo fastidioso disturbo che m'impedisce di ubriacarmi come un idiota specialmente ora che il mio coinquilino ha comprato un'invitante boccia di Laphroaig?
Cosa impedisce all'intera società moderna di raccogliere in un recinto tutti i seguaci e propugnatori di ayurveda, pranoterapia, omeopatia, tantra, yoga, new age, belin che t'annega, meditazione e medicina tradizionale in generale, per poi incolonnarli verso una gaudiosa re-inaugurazione dei campi Dachau e Treblinka?

giungo in ritardo, augurandomi che oggi la situazione psicofisica sia migliore. non sarà difficile individuare una farmacia compiacente e farsi passare sottobanco il maalox scatola bianca, o in subordine quello giallo che è in libera vendita. per quanto riguarda i rimedi casalinghi, la pagina di cui sopra è un sommo esempio dei motivi per cui l'internet andrebbe chiuso mediante inserzione all'interno delle dorsali oceaniche di filamenti carnosi triturati di medici ayurveda e omeopati. se è vero che bere molta acqua (naturale) allevia il bruciore gastritico grazie alla semplice diluizione dei succhi acidi, al contrario bere spremute di frutta o addirittura limone può indurre un tale dolore da portare a situazioni estreme come il cannibalismo del sé. anche la passeggiata è un rimedio assolutamente ridicolo, poiché ottiene unicamente due effetti: ridurre il metabolismo digestivo (troppo tardi!) e facendo sì, al contrario, che le pareti dello stomaco non riescano a reagire spontaneamente alla gastrite, e favorire il deflusso intestinale, che in questi casi crea il terreno fertile per un'ulcera. un banale - e ottimo - rimedio casalingo, per le prossime volte, è un bel bicchiere d'acqua con un cucchiaino colmo di bicarbonato: in quel caso subito dopo occorrerà evitare occasioni di formale socialità in quanto tale rimedio favorisce eruttazioni di tipo effusivo.

Angusti corsetti e buffe sovrastutture

Mi scrive S.M.:
Gentile dottore,
Le spiego subito la mia incresciosa situazione, sperando in un Suo consiglio.
Per tanti anni ho vissuto nella luce del Cristo senza altro desiderare. Quante emozioni! Le campane a festa, la gioiosa convivialità della domenica, l'ascesa quotidiana dello spirito, la freschezza dell'oratorio, l'incontro privato con il Padre e il Figlio...cos'altro potevo desiderare?
E invece da qualche tempo il male ha iniziato a lambirmi come un viscido rettile.
Ricevo attenzioni dagli uomini e ciò mi accende. Invece di adoperarmi per la loro evangelizzazione, intrattengo conversazioni indecenti con loro. Talvolta ho parlato con loro di sudore o di sport. Sono la vergogna della mia famiglia e avverto la forza oscura del desiderio, soprattutto quando partecipo alla pesca di beneficienza. In un momento di imperdonabile lascivia, ho finito per dare un bacio sulla guancia a qualcuno di loro senza avere prima ricevuto la benedizione del Cristo nel sacramento del matrimonio! Ogni volta che ci penso, capisco cosa devono provare in fondo al loro cuore quelle povere donne perdute sulle vie della notte. Ma io non ho neanche un figlio o un padre malato da mantenere, come invece sicuramente tutte loro.
Dottore, mi dica Lei: cosa devo fare? Come posso ritrovare la mia strada e liberarmi dalle tentazioni e dal tormento? Un abbonamento a Famiglia Cristiana potrebbe essere d'aiuto? Dovrei fare penitenze? E' ancora possibile per me uscirne?
La ringrazio dell'attenzione.

i bisogni primari dell'uomo, come di qualunque altro animale, sono tre: mangiare, dormire, riprodursi. purtroppo l'uomo non riesce a soddisfare tutti e tre i bisogni contemporaneamente (anche se molte donne riescono a fare sesso mentre dormono o quasi) e questo genera una frustrazione che l'uomo rivolge, per non ammattire, verso l'esterno. questo desiderio del tutto inutile di conoscere e capire i fenomeni del mondo, senza averne i mezzi, lo ha portato a costituire sovrastrutture per definizione inconoscibili per spiegare tutto ciò che gli risultava incomprensibile.

inevitabilmente, col tempo, la buffa invenzione di figure sovrannaturali e poteri immensi ha portato all'accentramento di un grande potere nelle mani di poche persone. quando queste - molto presto - si sono rese conto che potevano con esso tenere a bada e manipolare il popolino sono nate le religioni, e purtroppo si sono persi tutti gli aspetti divertenti come l'adorazione del fuoco, l'esistenza di dei dall'aspetto buffo e i rituali collettivi sulle vergini.

al contrario, i capi religiosi hanno compreso la dirompenza sociale del sesso (libero, occasionale, collettivo, senza distinzioni di genere e numero, non limitato alla specie umana nè agli oggetti inanimati, in spiaggia nel capanno dei pescatori) e hanno stabilito di regolamentarlo, rinchiudendolo nella gabbia del matrimonio e spesso spezzandogli le ali della fantasia, cancellando in un sol colpo centinaia di secoli di sperimentazione di tutti i possibili orifizi.

quando ciò è accaduto, con modalità diverse ma sostanzialmente in tutto il mondo, si è concretizzato un assurdo storico, ossia la predominanza di una struttura autocostruita per colmare un bisogno indotto su un bisogno di base. pertanto è comprensibile e non raro un atteggiamento timoroso e pudico nei riguardi del sesso, che spesso si associa a una vergogna sociale. stai crescendo, cara s.m., e la donna che è in te prepotentemente emerge. puoi legarla, contenerla, stringerla in corsetti sempre più angusti, ma in tal caso ti aspetta una lotta sempre più dura che continuerà fino all'età anziana, e non è affatto detto che la tua assurda volontà autocastrante possa avere la meglio. al contrario, dovresti forse comprendere che il soddisfacimento delle pulsioni che ti premono dentro è un fatto ben più naturale dell'ostia che il prete ti appoggia viscido sulla lingua.

se vuoi cercare di uscirne, appoggiati a me con fiducia: ti aiuterò a spalancare al mondo il tuo portale d'amore, stringendo con le mani a coppa le tue rubizze timidezze, mentre tu potrai guidare fin dentro i più oscuri antri del tuo cuore il mio turgido desiderio di compiutezza.
Mi scrive H.C.:
dottore, come faccio a raggiungere la felicità?

devi correre molto, ma molto più veloce di così.

Autoproduzione d'inciampi

Mi scrive M.B.:
gentilissimo dr.spocchia,
sono tormentata da un dubbio atroce e spero che nella sua infinita saggezza possa gettare un nuovo sguardo su questa spiacevole faccenda che andrò or ora testè a raccontarle.
anni fa avevo una relazione con un ragazzo che sembrava essere l'uomo della mia vita: buoni amici per anni, poi fidanzati per 4, per un po' anche conviventi, tante discussioni ma mai un litigio, intesa sessuale perfetta, parentame vario adorabile ("suoceri" compresi). mi aveva chiesto di sposarlo e io per tutta risposta sono scappata con un altro, pazzo, perfettamente consapevole di fare una cazzata. dopo qualche mese vengo a sapere che lui ha una nuova relazione e io mi ritiro in buon ordine, arresa davanti all'evidenza che se pure fosse stato mio grandissimo desiderio tornare da lui mesta a riparare al malfatto (e lo era) ormai avevo perso l'attimo (almeno per me e per i miei princìpi di cui un giorno mi libererò - forse). da quel giorno son passati anni e ripensarci mi fa ancora male. lui ormai convive con la tizia e la loro relazione sembra incanalata su un binario di stabilità.
come lo so? in tutto questo tempo (5 anni circa) ci siamo sentiti e spesso anche incontrati. oddio, "spesso" è un parolone, diciamo che ci sentivamo via sms per i vari compleanni/festività e ci siamo visti tre o quattro volte per pranzare insieme, dato che ci siamo lasciati senza rancori.
ora, dopo tanto tempo, lui comincia a mandarmi messaggi in cui mi scrive che sente nostalgia di noi, insiste per vedermi sempre più spesso e comincia a domandarsi (e domandarmi) perchè mai la nostra storia sia finita, lasciandomi capire che ne è grandemente dispiaciuto. negli ultimi mesi ci siamo visti più spesso di quanto abbiamo mai fatto in questi cinque anni (e no, non c'è stato mai neppure un bacio), e io non capisco, e sono confusa. ci sto male ogni volta che lo vedo, ogni volta che ci penso, divisa tra la speranza che si possa tornare insieme e la chiara consapevolezza che lui non la lascerà mai, fosse anche solo per abitudine. non dico che avrei gioco facile, date le premesse, ma un tentativo di sedurlo e farlo tornare da me sento che andrebbe fatto, sono tentata, eppure non ci riesco. per paura? forse. io mi rispondo che
lo faccio prima di tutto per onestà: mi sembrerebbe di ingannarlo e indurlo a fare una scelta non avendo le idee chiare, il che alla lunga è ovvio, mi si ritorcerebbe contro.
prima o poi troverò il coraggio per affrontarlo e chiedergli chiarimenti a quattr'occhi, nel frattempo però chiedo a lei un parere.

il Manuale delle Buone Relazioni Mandate a Puttane, a pagina 63, recita:

Mi scrive N.N.:
Egregio Dottore,
da un'attenta indagine di mercato condotta da me e dal mio pool di amiche abbiamo constatato che non si trova più un uomo che non sia un cagasotto. Si comincia a frequentarsi, ci si vede, si sta bene. Eppure la relazione non decolla, nemmeno dopo sei mesi, un anno, due. La convivenza sembra un traguardo irraggiungibile, per non parlare del matrimonio.
Trentenni a casa dei genitori, coccolati dalle madri, senza spese fisse, magari con la paghetta che si somma allo stipendio: non hanno alcun motivo per andarsene. Eppure a noi non basta, vorremmo di più, per qualche ragione assurda siamo innamorate di quei debosciati e vorremmo fare il famigerato salto di qualità. Che non arriva. E che non arrivando, inevitabilmente porta al logorio della relazione.
Quante ne abbiamo passate di storie così? Tra me e le mie amiche più strette, un numero impressionante. Tutte uguali, tutte sbagliate, tutte il calco della prossima ventura.
La domanda finale è di una banalità sconcertante: ma un uomo che abbia voglia di mettere su non dico famiglia, ma almeno casa, esiste ancora?

migliaia e migliaia di anni fa, nella preistoria, l'uomo aveva tre preoccupazioni quotidiane:
1) mangiare, il che implicava uccidere a mani nude o quasi grandi aninimali violenti, feroci e in genere poco socievoli
2) trovare un cantuccio sicuro dove riposarsi e dormire
3) trombare.
il terzo punto era di gran lunga il meno problematico, visto che - all'epoca - le femmine non avevano zanne affilate come le tigri dai denti a sciabola, non avevano imponenti corna come i rinoceronti, almeno all'apparenza, e spesso nemmeno la mole del bisonte.
capirete che domare una femmina e convincerla a condividere il giaciglio era un'impresa ridicola per chi era sopravvissuto a un'intera giornata all'aria aperta. a ciò si aggiunga che all'epoca le donne avevano anche molte meno pretese: altro che collane prive di nichel e rimpinzate di smeraldi, un tocco di carne cruda era sufficiente ad assicurarsene la disponibilità.

Mi scrive T.Z.:
sui mezzi pubblici c'è scritto di spegnere il cellulare perché potrebbe interferire con i pacemaker ma nessuno di noi lo fa. E' in effetti così facile che accada? Che tipo di conseguenze puà avere? Chi ha il pacemaker si muove ormai solo nelle fogne? E infine: dovrei lasciare il posto alle vecchiette rischiando che lo interpretino come un sottolineare la loro senescenza e si offendano?

ogni giorno persone muoiono senza che ce ne accorgiamo. la nostra distrazione, il nostro egoismo, i nostri frenetici ritmi di vita, divisi fra un aperitivo e una fugace sveltina, non ci permettono di renderci veramente conto del mondo che ci circonda.

nel seguito eros e thanatos, come è giusto che sia.Collapse )

Who's who

Sono la supposta che si infila tra le tue convinzioni e il divaricatore che ti introduce nel magico mondo femminile, permettendoti di trascorrere almeno qualche minuto senza segarti furiosamente. Scrivimi [dott.spocchia (chiocciolina) gmail.com] per sottopormi i tuoi patetici tentativi di socialità o addirittura di interazione con l'altro sesso.

Add to Technorati Favorites

Latest Month

September 2007
S M T W T F S
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      

Syndicate

RSS Atom
Powered by LiveJournal.com
Designed by chasethestars